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  mondoboia [ Verità supposte ]
         


8 giugno 2007

Veneto, Piemonte e Lombardia insieme

 
Patto tra Cacciari e Galan per strappare a Roma il federalismo
Il «partito catalano» muove i primi passi sotto la guida di Achille Variati «Altrimenti cadremo dritti nel baratro»
 
Massimo Cacciari parla di «catastrofe», riferendosi all’esito elettorale di domenica scorsa per il centrosinistra. A una catastrofe - che secondo l’etimologia significa capovolgimento - vuole rispondere con un’altra catastrofe. Cacciari vuole autonomia, è stufo di pagare il conto di idiozie concepite nei Palazzi romani, siano essi abitati dai partiti o da chi ci governa (che poi è quasi lo stesso). E per questo il sindaco di Venezia, assieme ad Achille Variati e alla parte più sveglia della residua classe dirigente ulivista veneta punta a creare alla svelta un Partito democratico veneto federato e indipendente da quello nazionale. Non è una ipotesi accademica. Cacciari in questi giorni incontrerà Filippo Penati, Sergio Chiamparino, Mercedes Bresso e quant’altri amministratori ulivisti non vogliono assistere imbelli allo sfacelo della sinistra a Nord della linea gotica. Questo è un pezzo del discorso, ed è la parte relativa alla capacità della sinistra di rappresentare la società veneta.
Il secondo pezzo del discorso ha a che fare con la necessità di riformare, anzi per dirla con Cacciari di «rivoluzionare» lo Stato, tramite un capovolgimento del rapporto fra Roma e il territorio: in altre parole, tramite un federalismo autentico e non con le confusissime riformette e le minestrine riscaldate da destra e da sinistra negli ultimi anni. In questa chiave va letta l’inedita alleanza, l’asse strategico manifestatosi nella serata di martedì a Padova fra Cacciari e Giancarlo Galan. Uniti nella battaglia federalista. Uniti in quel sano trasversalismo, che non è mediazione d’accatto ma condivisione di obiettivi, predicato da Giorgio Lago lungo un paio di decenni. Di Giorgio Lago, e del libro a lui dedicato con gli articoli pubblicati sul nostro giornale tra 1996 e 2005, hanno parlato Cacciari e Galan all’Università di Padova. D’accordo su tutto, concordi sulla necessità e sulla urgenza di fare fronte comune nella rivendicazione di autonomia da Roma. Roma lontana. Roma sorda più che mai.
 Giovedì o venerdì della prossima settimana i gruppi consiliari del centrosinistra delle Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte misureranno concretamente la stessa prospettiva perseguita da Cacciari: impalcare un partito regionale davvero autonomo. In queste ore sono in corso contatti per allargare l’incontro anche ai consiglieri regionali di Friuli-Venezia Giulia e Liguria.
Da un decennio e più, Cacciari parla di un partito articolato alla catalana o alla bavarese, dotato cioè di forte autonomia e insieme federato al partito nazionale. «Non è più possibile attendere oltre, siamo a un millimetro dal baratro», dice il sindaco veneziano. Non è meno drastico Achille Variati, quando afferma che «di questo passo ci prepariamo a diventare ciò che fu il Pci, quando la Dc era tutto, quando la Dc era governo e insieme opposizione. Ci vogliamo ridurre a minoranza insignificante e senza alcuna speranza?». Variati è il presidente del gruppo consiliare denominato da qualche settimana «L’Ulivo-Partito democratico veneto», esito della fusione tra Ds e Margherita. Operazione pionieristica.
«Senza il Nord non è possibile governare il Paese - scandisce Variati - e dopo la batosta devastante delle ultime elezioni siamo candidati alla sparizione. Assieme ai colleghi consiglieri regionali di Piemonte e Lombardia ragioneremo su una questione innanzitutto: è possibile andare avanti con un partito a testa unica centrale e sportelli nella periferia? Non è meglio andare a partiti o movimenti su base regionale, dotati di capacità di autogoverno e poi federati con il partito nazionale?». Domanda retorica. Cacciari non è meno perentorio. Ritiene che il partito democratico veneto debba essere libero di comporre le liste elettorali, di scrivere il proprio programma, di mandare negli organi del partito nazionale propri rappresentanti. D’altra parte, era mai possibile che i parlamentari eletti in Veneto fossero scelti per quota abbondante dalle segreterie nazionali, che il Nordest non esprimesse nemmeno uno straccio di ministro per sette anni, che le categorie economiche nostrane fossero tenute nel conto di una massa di egoisti evasori fiscali e che infine nulla accadesse al momento del giudizio elettorale? Chi semina vento, raccoglie tempeste nelle urne. Lo ha spiegato magistralmente su «Repubblica», ieri, Ilvo Diamanti.
«Ci pare che la classe dirigente nazionale - riprende Variati - abbia la più ferma intenzione di perpetuare se stessa anche nel nuovo Partito democratico. Non sa vedere i problemi del Nord, ma pretende di rappresentarlo. Da qui il cortocircuito. Noi vogliamo totale autonomia nel dialogo con i mondi economici e sociali di questo territorio, non abbiamo fiducia che la classe dirigente nazionale ci possa portare altrove che nel burrone. Vedi i casi di Vicenza e di Verona». La frase va decriptata, ma in fondo il significato è semplice. Se alle elezioni provinciali di Vicenza il candidato alla presidenza ulivista Pietro Maria Collareda ha ottenuto il brillantissimo risultato del 18% scarso, si deve a un paio di fattori combinati: lo sfascio determinato dalla posizione del governo Prodi a proposito della base militare americana Dal Molin; l’esplosione in mille schegge, ossia in mille liste, di quel che era il fronte di centrosinistra. Idem il sindaco uscente di Verona, Paolo Zanotto, che con il suo umiliante 32% paga il conto di politiche nazionali.
La partita di un nuovo centrosinistra incrocia la sua necessità di evitare l’estinzione. Ma incrocia pure la necessità del Veneto di affrancarsi da un modello statuale che premia lo spreco in Sicilia e penalizza le regioni che trainano l’economia e il gettito fiscale italiano. Qui viene in causa l’alleanza con Galan, che in questa stagione non sta affatto tentando di lucrare una comodissima posizione di rendita politica: non sta sparando sul pianista (Romano Prodi). Bersaglio facilissimo, impossibile sbagliarlo, ma operazione in sé senza alcuna utilità per la modernizzazione del Veneto. Galan ha negoziato uno spicchio di federalismo, «libertà» appena sul 7% del bilancio regionale. Ma lui dice che è solo l’inizio di un processo, che ineluttabilmente la quota salirà al 15% e poi al 20 o al 50% («e non importa se io non ci sarò più a fare il presidente»). Su questa prospettiva è incardinata l’intesa tra Galan e Cacciari. Il sindaco sostiene che «la situazione è peggiorata da un punto di vista di sistema negli ultimi 10 anni. Servono intese davvero trasversali, altrimenti una prospettiva davvero riformista, anzi la rivoluzione federalista, non è destinata a riprendere. Siamo a un passo dal fallimento». Galan ritiene che «un giorno l’Unione europea dirà che i cittadini del Trentino-Alto Adige non possono avere un trattamento diverso dai cittadini del Veneto» e con ciò afferma «fede ferma sul cammino del federalismo». Qui in fondo c’è l’unica differenza tra i due: tra il fascinoso e brillantissimo pessimismo del sindaco barbanera e il solare ottimismo del governatore serenissimo. Giorgio Lago di questa alleanza direbbe bene.
(31 maggio 2007)


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12 giugno 2006

Riflessioni ad alta voce

Non so voi..ma a me sto governo Prodi sta deludendo parecchio...aspettiamo fiduciosi qualche decisione forte (es. abolire i notari, liberalizzare le farmacie)




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17 maggio 2006

Provocazioni lombarde

Ministri siciliani cercansi. Credo per la prima volta nella storia repubblicana, nel governo non sono rappresentati oltre 5 milioni di italiani". Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia al Senato, Renato Schifani, commentando la squadra di governo presentata dal neo presidente del Consiglio, Romano Prodi...

Non so voi ma a me questo mancanza di siciliani al governo un'ottimo inizio...il prossimo passo è l'autonomia della Regione Sicilia..forza ROMANO!




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4 gennaio 2006

Verità supposte

DS E UNIPOL...
La vicenda delle telefonate tra Fassino e Consorte intercettate e rese pubbliche da Il Giornale sta scuotendo il mondo politico. E' lecito che un partito tifi così apertamente per uno dei contendenti (Unipol)? 
Ma sapete dove vanno in sezione i compagni ds? Nelle sedi Unipol.... forse ci vorrebbe un po' di autocritica da parte loro (non si deve tifare) ma anche un po' di coraggio (usciamo dalle sedi Unipol...) come fecere i sindacati uscendo dai vari CDA un po' di tempo fa.

Tutto questo non per spirito di rivalsa o tentativo di egemonia da parte di Rutelli ma semplicemente perchè, se gli italiani vorranno, dovremo governare il ns paese senza avere padri, padroni nè tantomeno padrini



BERLUSCONI E I DECODER

Il vero conflitto d'interessi (da repubblica delle banane) è il fatto che il pres. del governo è anche proprietario di 3 televisioni, giornali, quotidiani (per interposta persona), radio ecc ecc. La storiella del fratello che distribuisce decoder digitali è semplice fumo negli occhi. Così come l'iniziativa del garante che vuole punire un divieto di sosta ad uno che va in giro senza patente, ubriaco, con il bollo scaduto e assicurazione tarocca.....





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25 ottobre 2005

Politica e televisione

I politici hanno a disposizione uno strumento eccezionale di comunicazione: la televisione.

Berlusconi la usa in maniera disinvolta avendola introdotta in Italia, talvolta come una clava per affossare nemici e avversari (Magistrati, politici dell'opposizione ma anche "alleati infidi come Follini e Fini), la sinistra la schifa ma ci va per divulgare il verbo forse talvolta in maniera supponente (D'Alema a cucinare il risotto, Amato a giocar a Tennis e buon ultimo Fassino dalla De Filippi)

Mi sembra però interessante l'esperimento di Francesco Rutelli di fare il giro delle emittenti regionali, una realtà importante, spesso trascurata dai media e dagli investitori pubblicitari, ma in grado di raccogliere un audience qualificata e significativa

Margherita: Rutelli, Giro d'Italia Televisivo Con Filodiretto




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24 ottobre 2005

Politica e satira

Mario Borghezio (Lega) non censura nessuno: «Chi fa spettacolo può dire quello che vuole e non credo che influenzi le opinioni politiche».

Mario Pepe , (FI), è tutta colpa di un mal risolto complesso edipico al femminile: «La verità è che Sabina Guzzanti odia Berlusconi perché odia il padre Paolo, senatore di Forza Italia».

Quello che dice Berlusconi e i berluscones lo sappiamo (le liste di proscrizione n.d.r.),  Borghezio, a sorpresa, è il più moderato...





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19 ottobre 2005

Lettera aperta ai DS (in cc Prodi e Parisi)

Cari alleati

Il grande successo (inaspettato per noi tutti) delle primarie che hanno coinvolto oltre 100.000 volontario e oltre 4 milioni di votanti impone una riflessione sul futuro della coalizione.

L'asse riformista (DS e Margherita) è uscito notevolmente rinforzato, Romano Prodi sarà il candidato indicato da oltre 3 milioni di italiani che domenica scorsa sono andati in uno dei 10.000 seggi e lo hanno indicato come candidato premier per le prossime elezioni.
Ora si pone la questione politica di come presentarsi alle prossime elezioni, tenuto conto anche della nuova legge elettorale proporzionale (sicuramente al senato passerà senza problemi)

Lista Prodi, lista Ulivo, listone ? Alla camera o al Senato? Liste separate? Le possibilità sono tante ma ci tengo a precisare il mio pensiero.
I dubbi e le richieste che vengono dalla classe dirigente della Margherita raccolgono le perplessità e le richieste che arrivano dalla base e dalla società italiana.

Siamo diversi, abbiamo una serie di valori che ci differenziano (difesa della vita, centralità dell'individuo e della famiglia). Proveniamo da una tradizione politica (cattolicesimo democratico) che pone questioni forti non ancora risolte, non ci riconosciamo nella famiglia socialista. Possiamo allearci ma non vogliamo annessioni e fusioni

Quello che vi posso dire con certezza è che vogliamo vincere le prossime elezioni .
Ci sarà molto da lavorare, il paese è fermo ai limiti della recessione economica e morale.  Le riforme strutturali non sono state ancora fatte fino in fondo a causa di lobbi economico-finanziare che stanno bloccando il paese (penso alla riforma del TFR continuamente rinviata, alla riforma del sistema bancaria che risulta nonostante alcune eccellenze, ancora arretrato)

Il processo deve essere quindi essere condiviso,vissuto sul territorio, le soluzione sul modello transgenico saranno un fallimento




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17 ottobre 2005

Silenzio

Oggi potrei parlare del successo delle primarie, della vittoria dell'inter o raccontarvi una nuova ricetta sperimenta nel weekend ma invece preferisco solo ricordare l'amico Fortugno e il suo impegno contro la criminalità organizzata. Mi permetto solo di segnalare che l'agguato è avvenuto dopo che l'amministratore era andato a votare alla primarie. La 'Ndrangheta in questo modo vuole dimostrare la sua influenza nei confronti di chi governa in Calabria (Loiero) e di chi si appresta a vincere le prossime elezioni politiche

''Formata la Giunta  regionale, eletti i componenti dell' Ufficio di Presidenza del  Consiglio, la 'ndrangheta, quasi a volere confermare il suo ruolo di contraltare della legalità, che trova nelle istituzioni la sua massima affermazione, torna a farsi sentire pesantemente''. A sostenerlo è stato il vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Fortugno, commentando le minacce rivolte nei giorni scorsi all'assessore regionale alla sanità, Doris Lo Moro...




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22 settembre 2005

Il bello del web

Silvio Berlusconi spenderà centinaia di milioni di euro per la prossima campagna elettorale, saremo investiti quindi da spot televisivi, manifesti 6x3 , mailing nella ns casella della posta, sms e tante altre modalità che lo staff del piazzista di Arcore riuscirà ad inventare e comprare.

Ma in via dell'Umiltà non sanno che non si possono comprare la passione e l'ingegno che useremo in campagna elettorale per comunicare i valori e il programma del CS.

Internet infatti mette a disposizione tantissimi strumenti per comunicare gratuitamente e in maniera mirata.

Youtube è un sito americano che permette di caricare e condividere video e filmati. Il video in cui Berlusconi mostra di avere qualche problema con l'inglese è stato visto da oltre 8000 persone.

Ho appena caricato il video in cui Silvio Berlusconi,ospite di Ballarò dopo la scoppola delle europee, elenca i nemici...




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21 settembre 2005

Faziosità e conti correnti

Se la magistratura non avesse indagato (e aggiungo con un pizzico di malizia se i giornali non avessero pubblicato le intercettazioni telefoniche..) ora staremmo assistendo all'acquisizione dell'Antonveneta da parte della Popolare di Lodi. Ma il piano di Fazio "fortunamente" è saltato e ABN AMBRO ha potuto acquistare (con qualche ritardo rispetto i piani iniziali e con delle limitazioni) direttamente dalla Popolare di lodi il 40% di Antonveneta

Ai difensori dell'italianità delle banche (Fazio,Grillo ecc) e dello status quo, a chi sosteneva il fantomatico progetto di una banca padana (Bossi e soci) voglio semplicemente ricordare questa notizia apparsa in questi giorni

Troppo cari i c/c italiani
L'Europa dei servizi bancari non soddisfa il commissario Ue al Mercato Interno, Charlie McCreevy: "i conti correnti sono poco efficienti e troppi cari". E tra tutti i Paesi l'Italia e' quella che detiene il primato dei servizi piu' salati: 252 euro l'anno per un conto base contro i 34 euro pagati in Olanda

Il sistema economico italiano si difende stimolando la concorrenza tra imprese in modo che i benefici arrivino al mercato. Credo che ad ognuno di noi farebbe piacere pagare un po' di meno un conto corrente......Se poi la banca è olandese o Lodigiana non credo interessi molto...

Al centro sinistra rimane ovviamente l'onere di spiegare questo evitando schieramenti di parte e influenze di lobby e corporazioni (ogni riferimento a cooperative è ovviamente voluto)

P.S. Nel frattempo Fiorani blinda il proprio patrimonio...




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